0,75 ℓ
Che tipo di vino è
Santenay Les Vignes Denses di Jean-Marc Vincent è unbianco seccoda uveChardonnaycoltivate a Santenay, nella Côte de Beaune. Si riconosce perstile elegante e strutturato, con frutta matura, freschezza minerale marcata e profondità gustativa nitida. La vinificazione prevede pressatura soffice, fermentazione in botti di rovere e affinamento sulle fecce fini con bâtonnage, processo che contribuisce a offrire volume e complessità e al tempo stesso preserva precisione aromatica.
Da dove proviene
Le uve provengono da vigneti nel comune di Santenay, all’estremo sud della Côte de Beaune, su colline sotto il Monte Trois-Croix. Isuoli argilloso-calcareioffrono equilibrio tra riserva idrica e componente minerale, così il vino mostrarotondità e tensione. Il clima continentale con estati miti e notti fresche, insieme all’esposizione in pendio, consentematurazione regolaree profili aromatici netti con chiara impronta territoriale.
Come viene prodotto
La gestione del vigneto segue pratichetradizionalie unadensità d’impianto elevata, così le viti competono e le rese calano in modo naturale. La raccolta è manuale e selettiva, poi segue pressatura soffice per ottenere mosto pulito. La fermentazione avviene inbotti di roverecon affinamento sulle fecce fini e bâtonnage periodico, tecnica che arricchisce la texture e la complessità, integra le note di legno e preserva freschezza e definizione.
Note di degustazione
Nel calice apparegiallo dorato brillante, segno di buona maturità e uso misurato del legno. Al naso emergono profumi difrutti bianchi maturicome pera e mela, con sfumature agrumate e leggere note boisée. Il palato risultavivo e vibrante, con ingresso rotondo, acidità ben presente e traccia minerale che sostiene la progressione. Il finale si allunga in modo armonico con ritorni fruttati e spezie delicate.
Con cosa si abbina
Questo Chardonnay accompagnapesce al forno, crostacei e piatti in salsa che richiedono struttura e freschezza. Si abbina anche apollame nobilecome faraona o cappone e a formaggi a crosta fiorita, dove la cremosità incontra la tensione acida del vino. In abbinamenti locali, sta bene con escargots alla borgognona o poularde alla crema e mette in risalto rotondità e vena minerale del territorio.
Quando servirlo
Ideale per chi cerca unbianco di carattere, adatto sia a tavola sia per un aperitivo gastronomico, grazie all’equilibrio tra volume e precisione. Servilo fresco, tra10 e 12 °C, in un calice ampio da bianchi per favorire l’apertura aromatica e l’integrazione delle note di rovere. Si apprezza subito per la sua vivacità e mostraattitudine all’evoluzionein bottiglia, con maggiore complessità e buon equilibrio nei primi anni dopo l’imbottigliamento.






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