0,75 ℓ
Che tipo di vino è
Bourgogne Saint-Martin di Marthe Henryè un rosso secco della Borgogna daPinot Nero. Lo stile mostra un profilo fresco ed elegante, con corpo medio, tannino fine e aromi fruttati e speziati ben definiti. La vinificazione segue un approccio poco interventista, con fermentazione spontanea e affinamento inbotti di rovere usatesulle fecce fini, per conservare precisione aromatica e valorizzare il carattere del terroir. Questo rosso si adatta sia al consumo immediato sia a un’evoluzione in bottiglia, e offre versatilità a tavola in linea con la sua origine.
Da dove proviene
Il vino nasce nellaCôte de Beaune, in Borgogna, da uve coltivate nel villaggio di Saint-Martin su suoli di marna grigia. Questo terreno assicura drenaggio e riserva idrica equilibrati, con tannini più fini e una sensazione di freschezza. Il clima continentale, con forti escursioni termiche, aiuta ilPinot Neroa mantenere acidità e nitidezza aromatica. Altitudine ed esposizioni variabili modulano maturazione e struttura, per vini lineari e fedeli all’identità del territorio.
Come viene prodotto
Le uve diPinot Nerovengono raccolte e avviate a fermentazione spontanea con lieviti indigeni. La macerazione sulle bucce viene gestita con cura per ottenere colore rubino brillante, tannino setoso e integrità del frutto. Dopo la fermentazione, il vino affina inbotti di rovere usate, così l’impronta del legno nuovo resta discreta e la micro-ossigenazione procede in modo graduale. L’affinamento sulle fecce fini accresce volume e stabilità, con scorrevolezza e precisione aromatica. Un approccio sostenibile e un controllo minimo in cantina preservano purezza ed espressività.
Note di degustazione
Alla vista mostra colore rosso rubino limpido, con intensità media tipica del vitigno. Al naso emergono profumi netti diciliegia e lampone, seguiti da spezie delicate e leggere sfumature terrose, in coerenza con i suoli marnosi. In bocca l’ingresso risulta fresco, con acidità vivace che sostiene un corpo equilibrato e una trama tannica fine e setosa. La progressione resta lineare, con buona definizione del frutto, ritorni speziati e una chiusura lunga e armonica orientata alla precisione.
Con cosa si abbina
Si abbina con facilità acarni rossenon troppo grasse, preparazioni arrosto o alla griglia e formaggi stagionati, grazie a freschezza e tannino fine. Risulta adatto anche a salumi e carni bianche saporite, come coniglio o faraona, dove l’acidità pulisce il palato e la speziatura si accorda con le cotture. Per un richiamo regionale, accompagna bene il boeuf bourguignon, piatto tipico della Borgogna, oppure un coq au vin o un tagliere diComtématuro, con equilibrio tra succulenza e persistenza.
Quando servirlo
Risulta ideale nellestagioni intermedie e in inverno, quando si cerca un vino elegante ma non pesante, capace di seguire piatti strutturati con equilibrio. Servilo a 14–16 °C in un calice ampio. Una breve ossigenazione in caraffa aiuta a esprimere le componenti speziate e rende il frutto più definito. Piacevole da giovane per la sua freschezza, può evolvere in cantina e accrescere complessità e integrazione. Il periodo ottimale di consumo resta entro 5–8 anni dall’imbottigliamento, con finezza e slancio intatti.






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